Design, luce e territorio: un convegno internazionale per delineare scenari futuri


Apriamo con questo articolo, una nuova sezione dedicata al design in senso lato e agli eventi ad esso dedicato, con la collaborazione di un esperto del settore: Paolo Baldascini. Oggi in scena il convegno “Le luci e la pietra. San Leucio design LAB 2009”, un evento che ha legato temi come la luce e il design al contesto urbano.


Il convegno internazionale svoltosi lo scorso 13 Gennaio nello splendido scenario della sala Convegni del Belvedere di San Leucio a Caserta è stato organizzato nell’ambito della manifestazione “Le luci e la pietra. San Leucio design LAB 2009”, evento che coniuga il tema della luce e quello del design come elementi della scena urbana.

Promosso dal Dipartimento IDEAS – Dipartimento di Industrial Design, Ambiente e Storia della Facoltà di Architettura della Seconda Università degli studi di Napoli, ha visto come responsabili scientifici gli architetti Francesca La Rocca e Maria Antonietta Sbordone.

L’evento ha visto la presenza di Architetti e Designer di fama internazionale che hanno illustrato le loro esperienze progettuali inquadrandole nella tematica del rapporto tra design e territorio, dove il termine territorio comprende sia il sistema città che specifici sistemi ambientali; i nuovi orientamenti del design, come cultura progettuale che svolge un ruolo innovativo alla scala del territorio rappresentano la tematica centrale del convegno. Nello scenario post-industriale l’ambiente non richiede progetti forti, ma continue azioni di trasformazione e riqualificazione dell’esistente diffuse sul territorio.

Il design ha la capacità di inserirsi in queste dinamiche, senza predisporre codici figurativi definitivi, ma piuttosto elaborando un insieme di strategie e strumenti progettuali “open innovation”. Il Convegno ha concentrato l’attenzione sulle qualità performative del design, come cultura che agisce sull’ambiente con prassi e strumenti progettuali che derivano dalla ibridazione delle conoscenze e dall’uso di nuove tecnologie.

Nella sessione inaugurale aperta dal Preside della Facoltà di Architettuta L. Vanvitelli di Aversa Carmine Gambardella sono intervenuti Giuseppe Coppola Art Director  “le Luci e la pietra”, Claudio Gambardella Presidente ADI Campania e Patrizia Ranzo Presidente Corsi di laurea in Design che hanno introdotto nello specifico gli obiettivi del convegno.

Nella mattinata, la prima sessione di interventi è stata aperta da Andrea Branzi il quale ha esposto  la Nuova Carta di Atene, delineando i principi progettuali della città post-moderna. A seguire un racconto multimediale ha ripercorso tutta una serie di episodi progettuali significativi dal periodo Radical alle più recenti esperienze di agronica.

A seguire a preso la parola Pascal Amphoux il quale ha parlato di metodologie di intervento sul territorio basate sul concetto di progettazione generativa che ha poi lasciato la parola a Stafano Mirti di Id-Lab che ha illustrato alcuni progetti di sviluppo della comunità ed Interaction design.

Sempre la sessione della mattina ha visto altri due interventi, quello di Jurge Bey già esponente del Critical Design, oggi figura tra le più interessanti del design europeo, che ha esposto tra l’altro delle recenti ricerche sullo scenario generativo che ha poi lasciato la parola a Jose Luis Vallejo (Ecositemaurbano) che ha tracciato le linee di un nuovo approccio al progetto urbano attraverso l’utilizzo di tecnologie bioclimatiche ed oggetti ibridi in grado di interagire con l’ambiente.

Una tavola rotonda, che ha visto Patrizia Ranzo come discussion leader, a messo a confronto idee e progetti di nomi illustri quali Cinzia Anguissola D’Altoè, Mario Buono, Salvatore Cozzolino, Laura Cristinzio, Riccardo Dalisi, Setsu e Shinobu Ito, Ugo Marano, Francesca Muzzillo, Felix Policastro, Franco Raggi, Luca Scacchetti, Patrizia Scarzella, Renata Valente.

I convegnisti hanno dimostrato con le loro esperienze progettuali le multiformi anime del design contemporaneo. Tali esperienze, pur partendo da approcci molto diversi, sono profondamente unite da un sottile filo. Il design assume diverse scale di intervento e dà sempre luogo a sistemi leggeri e reversibili, ad oggetti di diversa natura che costituiscono una rete di presenze sensibili sul territorio.

Si evidenziano quindi ipotesi progettuali ad ampia scala che integrano urbano e agricolo, esperienze sul contesto urbano attraverso l’inserimento di oggetti sensibili, eventi incentrati sulle potenzialità interattive delle nuove tecnologie, interventi che esaltano l’aspetto simbolico dei materiali della natura o le potenzialità sociali degli strumenti di comunicazione. Innescare processi evolutivi nel territorio attraverso l’inserimento di oggetti fisici a varie scale, la creazione di performances, l’utilizzo di tecnologie avanzate e interattive, diventa la sfida del design per il prossimo futuro.

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