Ingresso grande, ma non abbastanza…
…Per ricavarci un living in stile open space? Come riempire uno spazio apparentemente inutile? Se non è possibile abbattere pareti per unirlo con altri spazi e renderlo più ampio, le soluzioni per attrezzare l’ingresso possono essere tante. Eccone una, affascinante e un po’ particolare.
L’ingresso è il primo ambiente che vediamo al nostro rientro a casa ed è anche quello che accoglie i nostri ospiti, e si sa, la prima e l’ultima cosa che si vede in una situazione nuova, sono sempre quelle che rimangono più impresse. E guardacaso l’ingresso, in una casa, è sia la prima che l’ultima cosa che si vede.
Non resta quindi che analizzare questo spazio da due punti di vista: quello di chi entra e quello di chi esce. In un ambiente, che in questo caso non è nè troppo grande nè troppo piccolo, spesso privo di finestre e raccordo tra tutte le altre stanze della casa, è difficile capire cosa mettere e quindi cosa farlo diventare.
La prima idea, che propongo in questo post, è di trasformare l’ingresso in qualcosa che apparentemente non potrebbe mai essere: un angolo intimo e raccolto, un piccolo salotto che attira lo sguardo e i sensi quando si entra in casa, che dia la carica per uscire quando è ora di andar via e che possa diventare un posto privato per qualcuno degli abitanti o degli ospiti della casa, durante la permanenza.
Per far questo sono fondamentali due elementi: i colori delle pareti e pochi arredi, ma scelti ad hoc.
Cominciamo da cosa si vedrà entrando: la parete di fronte alla porta dovrà avere un colore tenue, ma deciso, accattivante e intimo. Un lilla, ad esempio, o un blu chiaro, oppure ancora un amaranto. Il colore scelto per essere posto in risalto, dovrà riempire soltanto quella parete.
Sempre su quella parete, sarà posto un piccolo divano, morbido e di un colore in tinta con la parete retrostante: Klippan di Ikea, con rivestimenti in tinta unita o fantasia assolutamente intercambiabili, o Magellano di Campeggi, oppure ancora Double Soft Big Easy di Moroso, divertentissimo; meglio ancora se c’è posto per aprire un divano letto, sempre a due posti, come Grankulla di Ikea, con comodi Futon dai rivestimenti intercambiabili, da scegliere in tante tonalità .
Accanto al divano, un piccolo tavolino, di vetro o di legno scuro, per poggiare un libro, una rivista, una bibita, una tisana in inverno: Trittico di Sica o Ching di Flai.
Completerà la parete una lampada da terra, che crea l’atmosfera giusta di intimità , ma che permetta anche di leggere all’occorrenza: Storm di Ikea potrebbe essere perfetta.
Chi entrerà , verrà preso dall’irrefrenabile voglia di accoccolarsi su quel divano e di entrare a far parte di quell’atmosfera soffusa e sospesa. Cosa che potrà fare benissimo durante la permanenza in casa: per isolarsi dagli altri abitanti, dalle altre stanze, da una festa. Un mini-stereo sotto o sopra il tavolino, contribuirà (magari anche con un paio di auricolari) a rendere questo piccolo spazio un mondo tutto, soltanto vostro.
E ora cosa si vedrà uscendo? Bè, una parete con un colore acceso (che si sposi bene con il colore della parete di fronte però!): un verde acido acceso, un arancione deciso, per dare energia, voglia, brio.
Uno specchio a mezzo busto e qualche mensola dalla forma particolare e di colore acceso come la parete retrostante: per darsi l’ultima ritoccata prima di uscire, per appoggiare qualche oggetto. Completerà la parete un bel vaso colorato, alto, con piante vere o finte, dai fusti lunghi: ad esempio dei grandi girasoli donerebbero il giusto buonumore per cominciare una giornata con colore. Un vaso di Kartell, per contenerli, sarebbe perfetto.
Come vi sembra il vostro nuovo ingresso?


















