Bloom è una sedia che omaggia uno dei materiali preferiti da Calligaris, nonchè dei più utilizzati nell’era contemporanea per la sua praticità e per la leggerezza visiva che regala: il policarbonato, in questo caso declinato in diverse versioni.
La seduta in policarbonato è a forma di “pozzetto”, accogliente e avvolgente come un nido; la linea morbida e arrotondata contrasta con le gambe conificate a sezione quadra, che nelle varie versioni della sedia costituiscono l’elemento discordante e insieme affascinante della sua estetica. Caratteristica, ricercata ed elegante la lavorazione del bordo della seduta a rilievo.
Per quanto riguarda la struttura e le gambe, sono proprio queste a definire le diverse versioni della sedia Bloom: da una parte infatti c’è il legno cavalletto, che nelle sue finiture noce, wengè, faggio sbiancato e grafite incontra la trasparenza o il colore del policarbonato; dall’altra c’è il metallo cromato, abbinato al policarbonato trasparente, o il metallo verniciato, abbinato ad un bordo in policarbonato caratterizzato dalla stessa colorazione scelta per il metallo.
La versione di Bloom in legno può declinarsi in diverse varianti, con la scocca in policarbonato trasparente fumè, ambra o verde acqua, o in policarbonato bianco coprente; i colori della versione in metallo invece possono essere il bianco, il nero, il tortora, l’ambra, il rosso o il senape; tutte tonalità piene di fascino, che possono ben inserirsi in un contesto moderno senza rischiare di cadere nell’eccesso di colori troppo decisi e troppo presenti. Qui il colore è invece presenza discreta, facilmente adattabile ad ogni tipo di contesto.
Sì perchè la sedia Bloom ci sembra poter entrare a pieno titolo in diversi ambienti della casa, per sposarsi con stili anche molto differenti fra loro: un autentico pezzo di design insomma, che potrebbe costituire l’elemento originale di un arredo classico, il pomo della discordia di uno stile fusion o il pezzo di spicco di un arredamento contemporaneo.
Il design di Bloom di Calligaris è firmato da Archirivolto.
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Autore: Olivia Calò





