
Da questa ispirazione, da questa somiglianza, è nato un letto senza precedenti: nè tondo, nè tantomeno rettangolare, nemmeno ovoidale, ma provvisto di una comoda testiera che si fonde senza soluzione di continuità con la sua forma. Un letto destinato a stravolgere la percezione degli spazi anche nella zona notte, un letto capace di diventare protagonista assoluto al centro di una stanza dove l’unico altro oggetto presente deve essere il pouf correlato, creato sempre con lo stesso concetto.
Ecco, immaginate dunque pareti neutre, una camera spaziosa, con dentro solo ed esclusivamente lui, Pebble, con il suo pouf a fare da comodino o piano d’appoggio. Tutto sparisce intorno, anche se non è veramente così.
Perchè l’occhio viene attirato solo da una parte, perchè il guardaroba (l’altro elemento indispensabile in camera da letto) si può tramutare in un’invisibile cabina armadio, perchè gli spazi vengono inglobati da questa forma strana e bellissima.
Pebble è anche il letto ideale per l’open space: non si adatta infatti a essere nascosto o costretto fra 4 mura celate agli occhi dei più: è nato per farsi vedere e per creare atmosfere contaminate, come dimostra il fatto che assieme ad esso è stato creato un altro elemento tipico invece della zona giorno, il pouf, che potrebbe costituire un ponte di continuità fra la zona giorno e la zona notte, senza interruzioni nè visive nè concettuali.

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Autore: Olivia Calò
